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Non è poi cosi difficile venirne fuori, basta imparare ad identificare i percorsi naturali di quell’ élan vital che l’Ontopsicologia ha enunciato nelle quindici caratteristiche dell’In Sé ontico, evitando tutti gli altri. Tutta la metodologia ontopsicologica è operazione di integrazione dell’umano, attraverso rielaborazione della fenomenologia psichica e riapertura all’azione globale tra i processi di interazione estero-propriocettiva ed egocettiva.

L’Ontopsicologia è stata l’aspettativa di grandi psicologi e filosofi da almeno due secoli. Ad esempio, quando Edmund Husserl a Praga nel 1935 teneva le sue famose lezioni sulla critica di tutte le scienze – e conosceva benissimo Jung, Freud e tutti i grandi di quel tempo – lui disse che per fare una scienza reale bisognava entrare nel “mondo-della-vita”.

Tutta l’Ontopsicologia è l’apertura di un modello alternativo al procedere scientifico, cioè l’Ontopsicologia ha scoperto altri punti cardine per la nostra razionalità. Quello che già conosciamo è tutto buono, è tutto funzionale. L’Ontopsicologia però affina la ricerca scientifica, avendo fatto nuove scoperte che vanno operate insieme con il bagaglio scientifico che è stato usato per secoli.

Stato di grazia

Quando essere ed esistere coincidono, il soggetto percepisce livelli superiori preternaturali o soprannaturali. Anche questo livello ha un ordine e, per essere esatti in questa esperienza, occorre sempre seguire le indicazioni dell’In Sé ontico. Per mantenere lo stato di grazia – che è un dono diretto dell’inseità dell’intelligenza della vita – se ne deve possedere la logica.

più informazioni su www.ontopsicologia.org

La virtualità

Forma specifica che si può estrarre o realizzare da un contesto o cosa.
Capacità di una forma di psicosomatizzarsi in più modi, senza variare l’identità di forma essenziale. Disponibilità all’ampiezza di un progetto che all’inizio è solo essenziale, la cui realizzazione dipende dal concorso di altre cause.
Si differenzia dal potenziale in quanto implica una potenzialità specifica.

per approfondimenti www.ontopsicologia.org

With ontopsychological discoveries, it is possible to show evidence of the causal nexus between thought and thing, theory or hypothesis and result. Obviously it is a matter of results which are approved or rejected by the universal laws of our cosmos.
It is exactly the psychic models which circulate through the polytheism of values and beyond any unidirectionism of class or ideology. For example, how Max Weber could point out with the Polish farmers who immigrated to Germany, and even better Herbert Marcuse, who noticed that also the workers from the occidental world end up being exploiters of workers from the third world.
In this transversal turn, it is always the restricted group of leaders who take turns at the extremes of the sociological beat, from capitalism to latifundism, from the mafia to the many intelligence services. People, understood as mass, always crave for, as Max Weber used to say: “panem et circenses, or rather only circenses”.

“L’unica visione pratica che ritengo concreta e valida è semplicemente la reciprocità di valore funzionale: la persona per il sociale e il sociale per la persona. Lo sforzo di questa ricerca sarà, innanzitutto, come trovare il punto critico che consente l’equilibrio all’interno del soggetto, come convivere con il sociale comunque esso sia e, successivamente, come possono individui evoluti contribuire ad una efficienza sociale e al rinforzo di quella evoluzione naturale che è insita in chiunque esiste come umano. La relazione tra sistema e persona sarà, quindi, una relazione basata, di fatto, su una possibile media di compromesso, ma che mantiene il valore sia del sistema che della persona. Antonio Meneghetti

Antonio Meneghetti, fondatore dell’Ontopsicologia, afferma che l’umanesimo di oggi deve essere rifondato sul senso ontologico: è importante essere veri per sé. Arrivare a saper essere significa osservare tutte le regole esterne senza mai tradire dentro il vero che si è, cioè il fondamento di quel senso ontologico che fa anima, vita e presenza (quando è rispettato) oppure angoscia (quando è tradito). Da qui nasce la sorgente per capire il relativismo storico delle contraddizioni, cioè la capacità di adattarsi alle diverse circostanze attraverso il relativismo ideologico: tutto è relativo tranne quello che ognuno di noi è.

Oggi il mondo è più facile. La globalizzazione, con gli incontri che questa consente fra molteplici civiltà, facilita il relativismo di tutti gli assoluti e, al contempo, sveglia la capacità di chi ha non solo coraggio e talento, ma anche competenza, razionalità ed esperienza per entrare come atto provvidenziale nel contesto dialettico della situazione attuale. Bisogna quindi costruire l’autenticità dell’individuo.

New York- L’Associazione Internazionale di Ontopsicologia è stata invitata dall’UNICEF a partecipare alla Terza sessione della Preparatore Commettee for the Special Session of the General Assemby on CHildren.
La sessione si è tenuta presso la sede delle Nazioni Unite a New York dall’11 al 15 giugno 2001.
L’AIO ha proposto per l’occasione due side events ed entrambi sono stati inseriti nel programma ufficiale della Sessione.

Il primo workshop intitolato “ Quale educazione e informazione perla collaborazione dei giovani provenienti da differenti culture per la prevenzione del razzismo” è stato sviluppato dai rappresentanti della delegazione Associazione Internazionale Ontopsicologia nel seguente modo:

- La questione del razzismo nel sistema educativo dei paesi industrializzati
- Razzismo: dal superamento del passato alla responsabilità per la costruzione di un futuro umanesimo
- La nuova posizione dei giovani della Russia e dell’Europa dell’Est sul razzismo
- Giudizio contro pregiudizio: una discussione teoretica sul razzismo

Il secondo workshop intitolato “Giovani e leadership nel sistema sociale: quale coinvolgimento nel processo decisionale” è stato sviluppato dalla delegazione A.I.O.nel seguente modo:

- L’integrazione dei giovani nelle attuali istituzioni
- Sogno dopo sogno, passo dopo passo: giovani e leader umanistici insieme per la costruzione del pianeta
- Il punto di vista delle nuove generazioni sull’origine e la natura della leadership

L’Ontopsicologia non è nata per risolvere un problema particolare, ad esempio un forma di cura, di economia, di arte, etc., bensì da una presa di coscienza sullo stato confusionale di tutta la ricerca fatta da sempre suella storia umana. Antonio Meneghetti, pienamente convinto della contraddizione che caratterizzava la ricerca sull’uomo, si trovava a dover constatare che qualunque teoria (ad esempio l’idealismo, nel senso di analisi filosofica), analizzata a fondo, teoricamente sembrava proporre una soluzione, ma in pratica era contraddittoria.
Nell’esercitare la psicoterapia, però, vedendo il risultato positivo (dopo quattro, cinque sedute la persona poteva realizzare la salute), Antonio Meneghetti cominciò ad analizzare quello che faceva, e teorizzò l’esperienza clinica che il fatto gli evidenziava. A quel punto si accorse di aver toccato quella strada che si cercava in psicologia, che Husserl aveva auspicato. Successivamente iniziò ad applicarla anche in campo creativo e leaderistico.
L’Ontopsicologia, quindi, nasce da un’evidenza interna all’opera clinica riuscita.

La psicologia del leader

“L’energia che fonda tutte le altre è l’intelligenza. Un popolo, una scuola che sappia gestire questo enorme potere possiede la forma elementare che può controllare qualsiasi energia. Fenomenologia storica di questa elementare energia è il leader. ‘Leader’ è la persona-vettore di più relazioni, capace di operare la migliore funzionalità del contesto e la gratificazione per se stesso.” Questo volume non si propone come l’ennesimo prodotto di un inflazionato mercato basato sul “ricasco” di culture consumistiche, ma è uno strumento per nuovi orizzonti di decisa ambizione vincente. In esso l’Autore espone alcune regole elementari che possono essere utilizzate in qualunque campo di superiore management, sia esso economico, scientifico, politico.
…E poi apre una dimensione in più: la saggezza dell’essere attraverso l’avere.

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